Anima

ERIC PEARL AD ANIMA TV SPIEGA LA RECONNECTIVE HEALING

 

 

Per sapere Tutto a riguardo, per i Corsi in Italia dal 28 Aprile al 2 Maggio 2017, le Presentazioni Gratuite e Tutto ciò che riguarda il Mondo di The Reconnection in lingua Italiana:

CONTATTI:
Guglielmo Poli
Pratictioner, Mentor, Teaching Assistant, Event Organizer @ The Reconnection
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Twitter: @GuglielmoPoli

SEMINARI DI LIVELLO I E II THE RECONNECTION 2017 CON ERIC PEARL IN ITALIANO

DAL 28 APRILE AL 2 MAGGIO A MILANO
ERIC PEARL ED IL TEAM DI THE RECONNECTION SARANNO FINALMENTE DI NUOVO IN ITALIA!

LIVELLO I
ATTRIBUISCE 46 CREDITI FORMATIVI ASPIN EX L. 4/2013
Fai esperienza e scopri come interagire con le the Reconnective Healing Frequencies™ (RH Frequencies™ – Frequenze di Guarigione Riconnettiva) espandendo la tua coscienza. Imparerai come sentire, seguire, connetterti e interagire con l’ onnicomprensivo spettro di Energia, Luce e Informazioni. Riconnettiti… alla tua vera essenza, evoluzione e vero potenziale.
In questo seminario molto esperienziale di due giorni sarai introdotto alla pienezza della Reconnective Healing, un nuovo ed evoluto livello di benessere, bilanciamento e potenziale personale che non richiede alcuna tecnica o rituale.

MOMENTI SALIENTI DEL SEMINARIO
• Scopri come lo spettro di Reconnective Healing® ti circonda
• Accedi alle Frequenze di Reconnective Healing
• Sessione di Healing senza il Tocco Fisico
• Auto-Sessione
• Esplora il tuo nuovo Senso di Coscienza e Consapevolezza
• Introduci la Reconnective Healing all’ interno della vita di ogni giorno
• Comprendi la Scienza e la Filosofia alla base della Reconnective Healing
Sotto la guida diretta di Eric Pearl e del suo Team internazionale di istruttori, lavorerai insieme agli altri su lettini da massaggio professionali lungo l’arco di tutto il weekend, e imparerai una serie di modalità per familiarizzare e scoprire i molteplici aspetti della Reconnective Healing.
Se sei un neofita in questa materia, scoprirai come accedere a questo nuovo ed espanso continuum delle Frequenze di Guarigione Riconnettiva. Se sei un esperto della materia, riceverai il salto evolutivo che stavi cercando.

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LIVELLO II
ATTRIBUISCE 40 CREDITI FORMATIVI ASPIN EX L. 4/2013
Il seminario di due giorni, Reconnective Healing Foundational Practitioner Program™, aumenta la tua consapevolezza e autonomia nel nell’ esecuzione delle sessioni e ti prepara a offrire la Reconnective Healing come un professionista. Questo Training Avanzato includerà moduli pratici con una fitta scaletta, facilitando tra le altre anche le sessioni di Reconnective Healing a distanza e andando più a fondo nello studio della Scienza e Filosofia alla base della Reconnective Healing. Avrai l’ opportunità di chiedere ad Eric Pearl e al nostro Team Internzionale di Insegnanti (TA) le tue specifiche domande su come diventare un Foundational Practitioner of Reconnective Healing.
Questo programma è nato per aiutarti a cominciare il tuo lavoro a livello professionale e offrire la Reconnective Healing nella tua comunità. Se hai già una professione che concerne il benessere, imparerai come incorporare la Reconnective Healing al suo interno.

MOMENTI SALIENTI DEL SEMINARIO
• Accedi al campo di energia, luce e informazioni che ti circonda
• Opportunità di facilitare una sessione professionale di Reconnective Healing®
• Come parlare in maniera appropriata in pubblico della tua nuova professione o passione
• Condividi la tua storia personale professionalmente
• Acquisisci tutti gli strumenti necessari per avviare il tuo studio
• Impara a incorporare questo lavoro per espandere il pubblico all’ interno del tuo centro di healthcare o la tua professione riguardante la salute
• Impara strategie di marketing per creare la tua clientela
• Approfondimenti sulla pratica Senza Tocco e sulla Auto Sessione
• Sessioni Olografiche
• Distance Healing Avanzata (Sessione a distanza)
• Approfondimenti di Scienza e Filosofia
Dopo aver completato con Successo il Seminario di II Livello, riceverai un Certificato di Superamento e otterrai il titolo di Reconnective Healing Foundational Practitioner. Come RHFP potrai avere accesso al corso per ottenere l’ attestato di The Reconnection-Certified Practitioner Program.
• Il Corso di Livello II si terrà in due giorni, il Lunedì e Martedì che seguono il Livello I
• Prerequisiti: – Aver superato con sucesso il Livello I e aver ricevuto una sessione di Reconnective Healing da un operatore approvato di Reconnective Healing.

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Orari dei Livelli I e II che si terranno a MILANO

Venerdì 28 Aprile – Essence of Healing
17.00 – Apertura registrazioni
18.30 – 22.00 Essence of Healing
Sabato 29 Aprile – Livello I
08.45 – Apertura regristrazioni
09.30 – 13.00 Seminario Livello I
13.00 – 14.30 Pausa Pranzo
14.30 – 19.00 Seminario Livello I
Domenica 30 Aprile – Livello I
08.45 – Apertura regristrazioni
09.30 – 13.00 Seminario Livello I
13.00 – 14.30 Pausa Pranzo
14.30 – 19.00 Seminario Livello I
Lunedì 1 Maggio – Livello II
08.45 – Apertura regristrazioni
09.30 – 13.00 Seminario Livello II
13.00 – 14.30 Pausa Pranzo
14.30 – 19.00 Seminario Livello II
Martedì 2 Maggio – Livello II
08.45 – Apertura registrazioni
9.30 – 13.00 Seminario Livello II
13.00 – 14.30 Pausa Pranzo
14.30 – 19.00 Seminario Livello II

DETTAGLI SUL LUOGO DELL’ EVENTO
NH CONGRESS CENTRE MILANO
Strada 2a, 20090 Assago MI
Tel . 02-82221
Website: NH CONGRESS CENTRE
CONVENZIONE CON L’ HOTEL

 

 

SIDDHARTHA, LA STRADA PER SCOPRIRE SE STESSI

“Siddhartha” di Hermann Hesse, opera storicamente rilevante nella letteratura mondiale del Novecento, è un romanzo che parla della ricerca di qualcosa che sembra essere fuori, ma alla fine alberga dentro di noi.

Siddharta è un ragazzo indiano che ha bisogno di trovare la sua strada e si incammina nell’India del VI secolo assieme al suo amico Govinda.

Iniziano così il loro percorso, e durante il viaggio incontrano i Samara, che sono degli uomini che riescono a vivere con poco e si immedesimano in tutto ciò che gli sta intorno. Dopo aver condiviso con loro questa esperienza mistica, si dirigono verso il Buddha Gotama. Sarà in seguito a questo incontro che Govinda decide di non proseguire con Siddharta il loro cammino e si aggrega alla setta.

Siddharta prosegue da solo per la sua strada e subito incontra Kamala, da cui imparerà l’arte dell’amore, ma anche i modi per guadagnare e divertirsi.

Inizia proprio a questo punto il processo di conoscenza di se stesso, poiché il giovane si lascia andare alle pulsioni, ai desideri e alle debolezze tipiche degli uomini, cosa che fino ad allora non aveva fatto, anzi aveva considerato come atteggiamenti negativi da evitare, peccati di cui non sporcarsi.

Il senso di colpa e la consapevolezza di essere incappato in uno sbaglio, conducono Siddharta alla fuga, lasciando la sua amata che avrà un figlio da lui che dovrà accudire da sola.
La messa in discussione e l’analisi della propria vita, portano come conseguenza in Siddharta, la necessità di una redenzione, una sorta di purificazione che il ragazzo vorrebbe ottenere tramite il suicidio.

Ma la vita sembra dargli un’altra possibilità, o per lo meno un segnale che distoglie il suo pensiero dall’idea che aveva di morte, quando incontra nuovamente il suo vecchio amico Govinda a distanza di anni e lì, sulle sponde di un fiume dove tutto sembrava volgere al termine, Siddharta ritrova il desiderio di ricominciare.

A quel punto si imbatte in un barcaiolo che insegna al ragazzo l’essenza dell’acqua, mostrandogli il proprio spirito, come se il fiume fosse un’entità viva.

Sono molti ancora gli incontri da cui Siddharta dovrà trarre insegnamenti, sono altrettanti i ricordi che pulsando nelle tempie gli renderanno immagini apparentemente dimenticate, che lo condurranno al suo passato, al suo rapporto conflittuale con il padre, e sono ancora tante le cose da comprendere, su cui riflettere.

Lo scrittore tedesco Hermann Hesse in “Siddharta” vuole esprimere la necessità di conoscenza del mondo circostante e soprattutto di quello interiore attraverso un percorso spirituale e fisico che conduce a se stessi. Vuole mettere in luce l’essenza del peccato che si nasconde in ogni uomo, anche quello che appare saggio e puro, ma Hesse vuole, soprattutto, mostrare quante alternative e possibilità ha ognuno di noi per trovare la comunicazione con la propria Anima e una pace interiore che non sia solo fittizia.
E questo può avvenire solo grazie alla conoscenza, alla messa in discussione e alle esperienze che arricchiscono ogni essere umano.

Il Codice dell’ Anima. Un Libro che Consiglio col Cuore

Nel Il codice dell’anima. Carattere, vocazione, destino la tesi dell’autore è che ciascuno di noi ha una vocazione interiore, un talento, che lo rende unico e potenzialmente una persona di successo. Questa vocazione è “il qualcosa in più” che spezza il binomio ereditarietà-ambiente come spiegazione dei comportamenti e della storia di ognuno di noi. Se fossimo infatti il solo frutto del patrimonio genetico trasmessoci dai nostri genitori, delle influenze positive o negative delle persone che ci circondano, degli eventi che ci accadono, saremmo delle vittime, senza alcuna voce in capitolo, invischiati in un destino che altri ci hanno scritto addosso. La nostra vocazione, se individuata e opportunamente assecondata, può farci fare il salto di qualità.

Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. Alcuni di noi questo qualcosa lo ricordano come un momento preciso dell’infanzia, quando un bisogno pressante e improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze, ci ha colpiti con la forza di un’annunciazione.
(…)
Esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al mondo, esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d’essere.
(…)
Dobbiamo prestare particolare attenzione all’infanzia, per cogliere i primi segni della vocazione all’opera, per afferrare le sue intenzioni e non bloccargli la strada. Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa: alla fine verrà fuori.
(…)
Il mito platonico della discesa dice che l’anima discende in quattro modi: il corpo, i genitori, il luogo, le condizioni esterne. Possiamo prenderli come istruzioni  e aveva smesso di nascondere la calvizie). Secondo: accettare di essere un membro della tua famiglia, di far parte del tuo albero genealogico così com’è, con i suoi rami contorti e i suoi rami marci. Terzo: abitare in un luogo che sia adatto alla tua anima e che ti leghi a sé con doveri ed usanze. Infine restituire con gesti che dichiarino il tuo pieno attaccamento a questo mondo, le cose che l’ambiente ti ha dato.per completare l’immagine che ci siamo portati con noi al nostro arrivo. Il corpo: discendere, cioè crescere, significa ubbidire alla legge di gravità, assecondare la curva discendente che accompagna l’invecchiamento (Josephine Baker incominciò a dire che aveva sessantaquattro anni quando ancora ne aveva dieci in meno; si vestiva con indumenti usati
(…)
Il più delle volte l’angelo non chiama a gran voce, si limita a dirigere la lenta e silenziosa rivelazione del carattere.
(…)
Io sono il mestiere che faccio e se faccio un mestiere mediocre, come tagliare bistecche in un supermercato, quello non è avere una vocazione. Il carattere non è quello che faccio, ma il modo come lo faccio.

Recensione di Antonio De Bellis

L’anima e l’incarnazione.

PLATONEPlatone tratta qui un argomento non pienamente raggiungibile con la ragione, anche se il nucleo è alquanto razionale: racconta dell’esistenza dell’anima e dell’incarnazione. Per Platone l’anima è una biga trainata da cavalli alati: essa è composta da tre elementi: un auriga e due cavalli.

Nell’esistenza prenatale le anime degli uomini stavano con quelle degli dei nel cielo, con la possibilità di raggiungere un livello superiore, l’iperuranio, una realtà al di là del mondo fisico che si riconnette alla celeberrima teoria delle idee, secondo la quale vi erano due livelli di realtà: il nostro mondo e le Idee. L’auriga impersonificava l’elemento razionale, mentre i cavalli quelli irrazionali: ciò significa che la nostra anima è per Platone costituita da elementi razionali ed irrazionali.

Dei due cavalli, uno, di colore bianco, è un destriero da corsa ubbidiente e con spirito competitivo, l’altro, nero, è tozzo, recalcitrante ed incapace: compito dell’auriga è riuscire a dominarli grazie alla sua abilità e alla collaborazione del bianco. Il nero si ribella all’auriga (la ragione) e rappresenta le passioni più infime e basse, legate al corpo. Il bianco rappresenta le passioni spirituali, più elevate e sublimi. Significa che non tutti gli aspetti irrazionali sono negativi e che è comunque impossibile eliminarli: si possono solo controllare con la “metriopazia”, la regolazione delle passioni. E’ una metafora efficace perchè è vero che guida l’auriga, ma senza i cavalli la biga non si muove: significa che le passioni sono fondamentali per la vita. Sta anche a significare che soltanto alla parte razionale, in quanto dotata di sapere, spetta il governo dell’anima. Anche le anime degli dei hanno i cavalli, ma solo bianchi.

Lo scopo è arrivare all’altopiano dell’iperuranio: gli dei non incontrano particolari difficoltà, mentre le bighe delle anime umane hanno seri problemi perchè si creano ingorghi ed i cavalli neri tendono a volare nella direzione opposta, verso il basso. Accade spesso che le ali dei cavalli si spezzino e la biga precipiti sulla terra: questa è l’incarnazione. Una volta arrivato sulla terra, l’uomo non si ricorda più dell’altra dimensione, e vive con nostalgia: la vita dell’uomo non è nient’altro che un tentativo di tornare a quella situazione primordiale e le vie da percorrere per raggiungerla sono due, vale a dire la filosofia, che ci consente di vedere le ombre di quel mondo splendido, di cui quello terreno è solo un’imitazione, e la bellezza, una via più semplice, che fa nascere l’amore; se ha la meglio il cavallo bianco guidato dall’auriga l’amore assumerà connotazioni sublimi, se vincerà quello nero sarà un amore puramente fisico.

La bellezza è una delle tante idee e filtra facilmente nel mondo sensibile perchè è coglibile per tutti grazie ad un senso, la vista. Secondo Platone per gli occhi degli innamorati intercorre un fluido che scorre fino al punto dove le ali dei cavalli s’erano spezzate così che si ricreano e si può tornare alla dimensione primordiale: il liquido che viene a contatto con l’ala spezzata le dà nuovo vigore facendola rispuntare; proprio quando essa sta ricrescendo, esattamente come i primi denti che spuntano, fa soffrire. Quando si è vicini alla persona amata, contemplandola scorre nuovo flusso che fa passare il dolore dell’anima alimentandola. Quando si è lontani dalla persona amata, invece, non arrivando più il flusso, le ali si inaridiscono e si seccano, accentuando il dolore e la sofferenza. Quindi l’innamorato farà di tutto per vedere il più spesso possibile la persona amata e solo in sua presenza starà bene.

Il cammino dell’Anima per gli antichi egizi

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Il cammino dell’Anima per gli antichi egizi

Il significato dell’immortalità dell’anima è stato molto presente nella cultura dell’Antico Egitto. Per gli egizi esisteva una forma più complessa del concetto di anima e corpo. L’essere umano era costituito da 5 componenti (Kheperu), uno dei componenti, lo spirito, era suddiviso in due aperti : il Ka e il Ba. Il Ka era la forma vitale, rappresentato co le sembianze del defunto. Il Ba considerato il principio spirituale dell’individuo (l’Anima), veniva imprigionato nel corpo fisico durante la vita. Dopo la morte il Ba fuggiva dal corpo e vagava nell’oltre tomba per ricongiungersi al corpo ogni sera. La sua rappresentazione era con sembianze di uccello con la testa del defunto. I confini con il mondo soprannaturale erano permeabili , il morto doveva essere accessibile anche quando il suo Ba (l’Anima), era passato nell’aldilà. Il corpo mummificato era parte integrante della famiglia che sovente si recava a visitarlo, facendo offerto e chiedendo protezione.

Il viaggio ultraterreno aveva il culmine con il Giudizio Finale di Osiride ( il dio padrone dei morti). Questo giudizio detto anche della ”pesatura dell’anima” (Psicostasia), consisteva in un giudizio dinanzi a Osiride e ai 42 giudici dei morti nell’aula della Verità e della Giustizia . Davanti a questi giudici singolarmente si pronunciava una formula , dichiarando di non aver commesso una colpa specifica. Queste affermazioni costituivano la “Dichiarazione d’Innocenza”. La veridicità di queste affermazioni veniva controllata da un a bilancia su uno dei cui piatti è posto il cuore del defunto, sull’altro una piuma a rappresentare Maat , la dea della giustizia e della verità.

Il risultato veniva registrato dal dio Thoth inventore della scrittura. Se il cuore pesava più della piuma , il giudizio era negativo e il cuore che conteneva lo spirito veniva sbranato e divorato da un mostro ibrido chiamato Ammuti, provocando la morte definita del giudicato. Se la persona sottoposta a giudizio superava la prova favorevolmente era detta “Giustificata” e considerata “giusta di voce” o pura di animo, avrà vita eterna in un paradiso: i campi di Ialu, un luogo rassomigliante al paese del Nilo, dove gli alberi sono pieni di frutti, le acque piene di pesci e i campi sempre in fiore. Il concetto di giusto per gli egizi dipendeva molto da come il defunto aveva imparato le formule dal Libro dei Morti. Era pure molto importante la moralità del defunto seguita nella vita terrena , riguardo a il rispetto per gli anziani. L’aiuto alle persone bisognose. Non esisteva il concetto di “Fede” in uno o più dei, come in altre religioni.

Leonardo Lovari

Concetto di anima in Jung

jungIl problema dell’anima nasce in Jung dalle considerazioni sul problema della morte. La psicologia razionale deve dimostrare l’esistenza di un’anima. Anima = un’intelligenza indipendente dal tempo e dallo spazio, immateriale, trascendente, da studiare scientificamente. Psicologia = studio dell’anima umana, a partire da alcune sue manifestazioni (realtà psichiche). I contenuti dell’inconscio possono essere proiettati all’esterno o assumere il controllo della mente conscia.In 3 anni al Burgholzi Jung lavora con il reattivo di associazione verbale (ad ogni parola detta al soggetto egli risponde con la prima cosa che gli viene in mente).

Distingue tra vari tipi di complessi. Jung non era d’accordo con Freud nel mettere sempre la sessualità in primo piano. 1909-13: periodo psicanalitico. Nel 13 lascia l’associazione psicanalitica per divergenze con Freud. Ad es. non accetta il complesso edipico. Per Jung i figli si conformano inconsciamente agli atteggiamenti familiari. Scrive un’opera sulla mitologia, con abbondanti riferimenti. Jung abbandona la Libido; la psicosi non si spiega col ritiro della libido dal mondo esterno. La libido è l’energia psichica, si esprime solo mediante simboli universali. Tra i miti analizzati da Jung emerge il mito dell’eroe e delle sue lotte.Energia psichica (libido) = energia che si manifesta nel processo vitale e percepita soggettivamente come tendenza o desiderio. Non è il desiderio sessuale di Freud. Ha 3 stadi: presessuale (al servizio di crescita e nutrizione); inizio pubertà; maturità sessuale.
1914-20: Nekia. Interesse per i tipi psicologici. Studio dello gnosticismo.

Analizza i simboli che emergono dal suo inconscio. Definisce quelle realtà psichiche (sè, anima) che sperimenta personalmente. I contenuti dell’inconscio si possono dominare (mito dell’eroe). Bisogna vincere la psiche collettiva. Nel constrasto isteria – schizofrenia porta ai limiti estremi il contrasto tra estroversione (più acuta visione del mondo, trae le sue motivazioni dal di fuori) ed introversione (la realtà privata è costruita da fantasie interiori e visioni – trae le sue motivazioni dal di dentro). Sono atteggiamenti spontanei e volontari presenti in ogni individuo in gradi diversi. Si può oscillare da un atteggiamento all’altro. Ma l’atteggiamento fisso dei due determina il tipo. I matrimoni tra tipi spesso sono felici.

Nello gnosticismo Jung vede i precursori della psicologia dell’inconscio. 4 funzioni fondamentali della psiche conscia: comprendono 2 coppie di funzioni opposte (pensiero e sentimento, sensazione e intuizione). In ciascuna predomina una funzione. Se il pensiero è +, il sentimento è – (una funzione è l’opposto dell’altra). Ma il rimosso ritorna. Così in un tipo razionale, torna come scoppi grotteschi di sentimento.

di Dario Gemini

Il Dott. Guglielmo Poli sara’ ora disponibile  anche  per Pratictioner Mentoring,
Ripasso dei livelli I/II e III privatamente e Certificazione

DISPONIBILE SU APPUNTAMENTO IN TUTTA ITALIA